Collezione

  • Panata

    Viterbo, seconda metà sec. XII – primi anni sec. XIII

    Vaso con orlo indistinto, collo tronco conico, corpo globulare, fondo piano apodo. Beccuccio espanso, attaccato all’orlo; due anse a nastro contrapposte, complanari all’orlo.

    Ceramica di semplice impasto ben depurato di tonalità chiara. Questa forma in terracotta, che si ritrova a Viterbo in più esemplari di varie misure, va definita “panata” secondo la rubrica 147 dello Statuto del 1251, dove il Comune di Viterbo decreta che tale vaso debba essere fatto con due manici, come nel passato.

    Inedita. Ricomposizione di vari frammenti e integrazione dell’ansa e di lacune nel corpo.

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  • Boccale

    Alto Lazio (Viterbo?), prima metà sec. XIII


    Boccale con orlo indistinto, collo tronco conico poco distinto dal corpo ovoidale, fondo piano apodo. Il beccuccio è a “mandorla”. In sovrastruttura, pronunciato e schiacciato, attaccato all’orlo. Ansa a nastro piuttosto larga, complanare all’orlo.

    Terracotta invetriata. Impasto di tonalità cromatica chiara, ricoperto da un’invetriatura all’ossido di rame all’esterno e in parte all’interno.

    Inedito. Integrazione di una parte del beccuccio con ripristino pittorico.

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  • Boccale

    Tuscania, fine seco. XIII

    Boccale con orlo verticale a fascia, bocca trilobata, alto collo svasato, corpo tronco conico, fondo piano apodo. Ansa a nastro di restauro. Copertura a smalto stannifero. Impasto di tonalità rosata. Invetriato all’interno. Disegno in bruno manganese e campiture in verde ramina.

    Il corpo è ornato da un motivo a pesci affrontati che tengono in bocca elementi vegetali. Sul collo compare una fascia a foglie lanceolate e a tratteggi orizzontali in bruno.

    Inedita. Ricomposto, con ricostruzione dell’ansa e integrazione di ampie lacune con ripristino pittorico.

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  • Boccale

    Viterbo, metà secolo XIV

    Boccale piccolo con orlo indistinto, bocca trilobata, collo svasato, corpo ovoidale, fondo piano con piede a disco, ansa a sezione ovale con attacco sotto l’orlo e nella massima espansione.

    Copertura a smalto stannifero. Impasto giallo rosato. Invetriato all’interno. Disegno e campiture in bruno manganese e verde ramina.

    Tra due pigne a rilievo è posta una protome a rilievo con un personaggio maschile nell’atto di incedere a sinistra e caratterizzato da cappuccio e bastone.
    Secondo Satolli si tratta della rappresentazione della figura del “bizocone” ovvero uno dei numerosi liberi predicatori, vestiti del saio con un lungo cappuccio, che vagavano in povertà nella penisola e che vennero colpiti da anatema da Bonifacio VIII nel 1297 (A. Satolli, 1988, p. 150). Sul collo fascia a catenella.

    Edito. Bibl.: Luzi-Romagnoli, 1992, p. 218, fig. 98.
    Ricomposto e integrato pittoricamente.

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  • Ciotola

    Alto Lazio, seconda metà sec. XIV

    Ciotola con orlo arrotondato, parete verticale, fondo piano e piede a disco, due anse a sezione ovale, di cui una di restauro. Copertura a smalto stannifero. Impasto di tonalità cromatica media.

    Disegno in bruno manganese e campiture in verde ramina.

    Decorazione con i simboli della Passione di Cristo. All’esterno corre una fascia filettata con decoro a onde e puntini.

    Inedito. Ricomposta e ampiamente integrata con ripristino pittorico.

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  • Ciotola

    Viterbo, seconda metà sec. XIV

    Ciotola con orlo indistinto, carenatura alta, profilo emisferico all’interno, fondo piano con piede a disco. Due anse a sezione ovale. Copertura a smalto stannifero. Impasto di tonalità cromatica chiara.
    Disegno e campiture in bruno manganese e verde ramina.

    Nel cavetto, entro medaglione filettato è raffigurato un profilo femminile coronato che il fondo campito a retino fa emergere, ponendolo in rilievo. All’esterno e sul bordo corre un decoro filettato in verde.

    Edito. Bibl.: Satolli, 1998, p. 149, fig. 31. Ricomposto, integrato e ripristinato pittoricamente.

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  • Catino

    Viterbo, prima metà sec. XV

    Catino a tesa orizzontale con orlo rilevato, cavetto tronco conico, fondo piano apodo. Maiolica. Impasto rosato. Vetrina all’esterno.

    Disegno in bruno manganese, campiture in verde a rilievo. Entro un medaglione circolare è la raffigurazione di un essere antropomorfo con testa umana su corpo di leone rampante. Presente nel corredo iconografico del vasaio viterbese, la figura è una riproduzione particolarmente incisiva di un essere antropo-zoomorfo tratto dal bestiario medievale.

    Il decoro è completato da bacche e foglie di quercia con goccioloni sulla parete, e da un filo ondulato ed elementi floreali sulla tesa.

    Edito. Bibl.: Luzi, 1991, p. 2006, fig. 9.

    Ricomposto, con integrazione e ripristino pittorico di modeste lacune.

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  • Truffa Grande

    Viterbo, prima metà sec. XV

    Truffa grande con orlo estroflesso, stretto collo cilindrico, corpo ovoide, fondo piano apodo e piede a disco. Piccola ansa a nastro verticale con attacco sulla spalla e nella massima espansione.

    Maiolica. Impasto di tonalità cromatica media. Invetriato alla base e internamente. Disegno e campiture in bruno manganese e verde ramina. Sulla pancia si trova una decorazione costituita da tre tondi doppiamente filettati, dove sono rappresentati, ai lati dell’ansa, due stemmi triangolari: uno a scacchi in bruno e l’altro a bande orizzontali in bruno e verde alternate. Il tondo centrale riporta un motivo geometrico quadrangolare anch’esso a scacchiera in verde. Motivi vegetali stilizzati e trattini si pongono tra un tondo e l’altro.

    Inedito. Ricomposto con integrazione e ripristino pittorico di modeste lacune.

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  • Boccale

    Viterbo, secondo quarto sec. XV

    Boccale con orlo indistinto, bocca trilobata, collo svasato con rinforzo, corpo ovoidale allungato, fondo piano e piede a disco; ansa a nastro con attacco sotto l’orlo e nella massima espansione.

    Maiolica. Zaffera. Impasto rosato. Invetriato all’interno. Disegno in bruno manganese e verde ramina, campiture in zaffera a rilievo.

    Entro un riquadro filettato sono raffigurati un essere antropomorfo con il corpo di animale e la testa umana coperta da un singolare copricapo, unitamente a una ricca decorazione a foglie di quercia, bacche ed elementi riempi vuoto. Una fascia a goccioloni corre sul collo, e ai lati delle anse riquadri verticali con motivi trattini.

    Edito. Bibl.: Gardelli, 1986, fig. 14. Gardelli, 1989, fig. 46, tav. 6; Ai confini della maiolica, 1990, p. 92; Luzi, 1991, p. 233, fig. 34; Luzi-Romagnoli, 1992, p. 234, fig. 122.

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  • Ciotola

    Viterbo, 1425-1435

    Ciotola con orlo sottile, parete verticale leggermente svasata, profilo tronco conico all’esterno e emisferico all’interno, fondo piano e piede a disco. Due anse a sezione ovale. Maiolica. Zaffera. Impasto rosato.

    Disegno in bruno manganese, campiture in zaffera a rilievo. Entro un tondo filettato compare la raffigurazione della Rosa dei venti italiana a sedici punte. Sulla parete interna è posto un filo di bacche; su quella esterna una fascia di goccioloni.

    Edito. Bibl.: Luzi, 1991, p. 224, fig. 26. Ricomposto, con integrazione e ripristino pittorico di modeste lacune sulla parete.

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  • Boccale

    Alto Lazio, seconda metà sec. XV

    Boccale con orlo indistinto, bocca trilobata, collo svasato, corpo ovoidale, fondo piano e piede a disco; ansa a nastro impostata sotto l’orlo e nella massima espansione. Maiolica. Impasto chiaro. Invetriato all’interno. Disegno in blu cobalto, campiture in bruno manganese, ocra e blu.

    Entro un riquadro doppiamente filettato si trova un busto femminile posto di profilo a sinistra, dalla ricca acconciatura, contornato da elementi vegetali di fiori e foglie.

    Ai lati dell’ansa, che presenta entro bande orizzontali la lettera alfabetica “B” sormontata da un asterisco, sono fasce verticali con decoro a freccia. Sul collo sei piccoli pannelli filettati inquadrano losanghe.

    Inedito. Ricomposto con integrazione e ripristino pittorico di ampie lacune nell’orlo e nel corpo.

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  • Boccale

    Alto Lazio, seconda metà sec. XV

    Boccale con orlo indistinto, bocca trilobata, collo svasato, corpo ovoidale, fondo piano e piede a disco; ansa a nastro impostata sotto l’orlo e nella massima espansione. Maiolica. Impasto chiaro. Invetriato all’interno. Disegno in blu cobalto, campiture in bruno manganese, ocra e blu.

    Entro un riquadro doppiamente filettato si trova un busto femminile posto di profilo a sinistra, dalla ricca acconciatura, contornato da elementi vegetali di fiori e foglie.

    Ai lati dell’ansa, che presenta entro bande orizzontali la lettera alfabetica “B” sormontata da un asterisco, sono fasce verticali con decoro a freccia. Sul collo sei piccoli pannelli filettati inquadrano losanghe.

    Inedito. Ricomposto con integrazione e ripristino pittorico di ampie lacune nell’orlo e nel corpo.

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  • Ciotola

    Deruta, prima metà sec. XVI

    Ciotola con orlo indistinto, corpo emisferico e pareti sottili, fondo umbonato apodo. Maiolica. Impasto di tonalità media.

    Disegno in blu cobalto e campiture in lustro dorato. Entro un medaglione centrale campeggia il busto, di profilo a destra, di un giovane coronato dai lunghi capelli ricadenti ordinatamente sulle spalle.

    La decorazione prosegue con una fascia che presenta una simmetrica composizione ad archetti gotici contenenti foglie, alla quale si alternano elementi vegetali stilizzati.

    Inedito. Ricomposto, con integrazione e ripristino pittorico di ampie lacune.

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  • Piatto

    Viterbo, metà sec. XVI

    Piatto piano a tesa ampia con orlo estroflesso, cavetto poco profondo tronco conico all’esterno, fondo piano e piede a disco. Maiolica. Impasto rosato. Disegno in blu; campiture in arancio, blu e verde.

    Il piatto è interamente occupato dalla rappresentazione di un putto alato che impugna una croce astile mentre cavalca un delfino, riconducibile all’iconografia religiosa della fede e dell’amore verso Dio.

    Inedito. Ricomposto, con integrazione e ripristino pittorico di modeste lacune.

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  • Boccale

    Alto Lazio (?), primi anni sec. XVI

    Boccale con orlo indistinto, bocca trilobata, alto collo svasato, corpo ovoidale, fondo piano e piede a disco. Ansa a nastro con attacco sotto l’orlo e nella massima espansione. Maiolica. Impasto rosato.

    Invetriato all’interno. Disegno in blu; campiture in giallo, arancio, bruno e verde. Entro un ovale scalettato è rappresentata una figura animale accovacciata su un lembo di terreno roccioso che si affaccia su un corso d’acqua.

    Ai lati dell’animale si dispongono simmetricamente elementi vegetali stilizzati. L’ovale è arricchito all’esterno da decori a ciuffo e a spirale.

    Inedito. Intero, ma con ricostruzione e ripristino pittorico dell’ansa e di una parte del collo.

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  • Piatto

    Acquapendente, 1579

    Piatto piano con orlo arrotondato e evidente scanalatura, cavetto tronco conico all’interno e poco profondo, piede ad anello con due fori.

    Ingobbio sotto vetrina. Impasto rosato. Ingobbiato. Invetriato sul verso.

    Decoro in bruno, blu, verde-ramina, arancio, giallo. Il piatto è decorato con un busto di giovane donna dalla elegante acconciatura dei capelli, raccolti in un leggero copricapo annodato e dall’abbigliamento aristocratico. Sul fondo verde intenso si snoda il cartiglio dai margini ripiegati con la scritta “LIONIA B”, intervallata dal rombo augurale. Nella parte bassa della veste compare la data del 1579.

    Edito. Bibl.: Luzi, 1997, pp. 63-64. Ricomposto.

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  • Piatto

    Deruta, prima metà sec. XVI

    Piatto fondo a tesa obliqua con orlo rilevato, cavetto emisferico, piede ad anello con due fori. Maiolica. Impasto di tonalità cromatica media. Invetriato nel verso. Decoro in giallo, arancio, blu e verde. Nel cavetto è rappresentato lo stemma araldico di Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, i re cattolici di Spagna che sostennero l’impresa di Cristoforo Colombo.

    Lo scudo difatti, sormontato dalla corona regale, è diviso in quattro parti che riportano gli emblemi di Ferdinando, con i pali e le aquile incoronate, e di Isabella con il leone rampante e il castello. Ai lati si trovano due cornucopie, simbolo di abbondanza, e sotto la rappresentazione del melograno a ricordo della conquista di Granada. Sulla tesa una decorazione a “quartieri”, tipica della produzione derutese, con motivi a embricazioni e fogliami classici.

    Edito. Bibl.: Ravanelli Guidotti, 1992, p. 263, fig. 1, 1992, pp. 28-29; M. Paz Soler Ferrer, 2001, p. 366, scheda n. 92. Ricomposto, con integrazione e ripristino pittorico di modeste lacune.

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  • Orciolo Grande

    Alto Lazio, 1602

    Orciolo con orlo rilevato e piatto, collo tronco conico, corpo ovoidale su piede a disco svasato con profilo angolato.

    Beccuccio cilindrico e ansa a doppia corda, che termina in riccioli aperti e una piccola maschera, con attacco al di sopra della spalla e sotto la massima espansione.

    Maiolica a smalto berettino. Decoro in blu, arancio, verde e bruno. Simile nella decorazione al pezzo precedente, il corpo presenta un cartiglio che riporta la scritta “A D GRAMEGNA”. Alla base dell’ansa si trova la data 1602.

    Inedito.

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  • Albarello

    Deruta, 1492

    Decorato sul davanti con ghirlanda floreale racchiudente busto femminile, scritta “MEMENTO” e cartiglio di preparato medicinale “ELL. INDO. M.”. Sul retro, al centro, è scritta la data 1499.

    Sul fondo segni di misura e di capacità.

    Inedito.

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  • Orciolo

    Zona viterbese, sec. XV, ultimo quarto

    Decorato con il motivo delle foglie a cartoccio. Sul cartiglio, posto sotto il pippio, è scritto “OL. ANETRO”. Maiolica.

    Inedito.

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  • Piatto

    Viterbo, sec. XVI, inizi

    Decorato sul fondo da cartiglio teso e scritta “P(ER) AMORE B(ELLO)”. Motivo dei fiori di brionia sulla tesa.

    Sulla parete esterna è posta la probabile sigla del vasaio costituita dalla lettera “R” tracciata in blu cobalto.

    Inedito.

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  • Vaso biansato da spezieria

    Deruta (o Viterbo a quella maniera), fine sec. XV

    Corpo globulare, collo a torretta con orlo bocca aggettante, base piana, anse a nastro scanalate, contrapposte. Argilla rosata. Copertura esterna a smalto stannifero. Invetriato all’interno.
    Le due facce del vaso, delimitate dalle anse, presentano due riquadri entro fasce con motivi floreali. Su di una parete, con fondo a paesaggio costituito da elementi floreali e steli, è dipinta una figura di angelo con spada sulla mano destra e globo crocifero sull’altra. Sulla veste, sia nella parte del petto che sull’orlo, si nota il simbolo augurale del rombo tagliato, stilizzato.

    Sulla parete contrapposta, fra due fasce con melograno e motivi floreali, è delineato il cartiglio con la scritta “M. ROSATO. CO”. Il medicamento, molto comune, a base di miele, entrava in molte preparazioni come melliti o mieli medicati. Sotto la base, graffiti a freddo, i segni di misura.

    Edita. Bibl.: Mazzucato, 1988m p. 78,79; Mazzucato, 1990, p. 125.

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  • Piatto da parata

    Deruta (Viterbo a quella maniera?), fine sec. XV

    Forma con cavetto centrale, ampia tesa con orlo rinforzato. Base cercinata. Argilla rosata. Ricoperto all’interno con smalto stannifero e con vetrinatura all’esterno.

    Decorazione in bruno manganese, blu-cobalto, verde ramina, giallo d’antimonio e ranciato. Il cavetto è decorato con la rappresentazione della dea Venere, nuda, con scettro sulla mano destra e con quella sinistra poggiata su di uno scudo ovale su cui è inserita una colonna.

    In primo piano e attorno alla figura femminile sono posti elementi vegetali e floreali di varia foggia tanto da rappresentare un “giardino dei semplici”, cioè un giardino per erbe medicinali. Sullo sfondo appare delineato un paesaggio. Sulla tesa, decorata con girali a foglie d’acanto, si alternano una serie di tondi con un curioso motivo a sfera, posto all’interno, alla maniera di una palla da gioco. Sotto il cercine e sull’esterno sono dipinti tre segni a spirale.

    Edita. Bibl.: Mazzucato, 1998, p. 82.

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  • Ciotola

    Viterbo, metà sec. XV

    Ciotola con orlo indistinto, corpo carenato con spigolo fortemente arrotondato, profilo interno tronco conico, fondo piano e piede a disco. Maiolica.

    Impasto rosato. Disegno in blu; campiture in bruno manganese e giallo di antimonio. Nel fondo entro un tondo è rappresentato un busto virile, voltato a sinistra, con piviale e capo coperto dal camauro; ai lati del ritratto si dispongono due palmette. Motivi a raggi sfolgoranti, monticelli e filo ondulato completano l’insieme decorativo della parete.

    L’oggetto acquista un alto valore per la rarità della raffigurazione di un pontefice su un oggetto in maiolica.

    Edito. Bibl.: Luzi, 1991, pp. 24-26: Luzi-Romagnoli, 1992, p. 236, fig. 126; Soler Ferrer, 2000, p.367, scheda n. 93; mazzucato, 2002, p. 62, scheda n. 1.6.

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